Il concordato preventivo biennale (CPB) rappresenta una delle novità più rilevanti introdotte dalla riforma fiscale. Ecco cosa devono sapere imprese e professionisti.
Il CPB è un accordo tra il contribuente e l’Agenzia delle Entrate sulla base imponibile da dichiarare per un biennio. In sostanza, il fisco propone un reddito atteso e il contribuente può accettare di pagare le imposte su quella base, indipendentemente dal reddito effettivamente realizzato.
A chi si rivolge
Possono accedere al CPB i contribuenti che applicano gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale) e i contribuenti in regime forfettario. Sono esclusi i soggetti che non presentano la dichiarazione dei redditi o che hanno debiti tributari superiori a 5.000 euro non rateizzati.
Come funziona
L’Agenzia delle Entrate, sulla base dei dati disponibili e degli ISA, formula una proposta di reddito per il biennio. Il contribuente può accettarla o rifiutarla. Se accetta, si impegna a dichiarare almeno il reddito concordato per i due anni successivi. Se il reddito effettivo è superiore, pagherà le imposte sul reddito più alto; se è inferiore, pagherà comunque sul reddito concordato.
Vantaggi
- Certezza fiscale per due anni
- Riduzione del rischio di accertamenti
- Possibilità di pianificare gli investimenti con maggiore sicurezza
- Per i forfettari, flat tax agevolata sul reddito incrementale
Cosa fare
Il nostro studio può analizzare la vostra posizione, simulare la proposta dell’Agenzia e valutare se l’adesione al concordato sia conveniente nel vostro caso specifico. Contattateci per una consulenza personalizzata.
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